AFA attività fisica adattata nell'anziano

ATTIVITA' DI STUDIO CON GLI STUDENTI DELL'INDIRIZZO SOCIO SANITARIO

UDA SULL'ANZIANO 

Morbo di Alzheimer, Morbo di Parkinson e Benefici dell'Attività Motoria

Innanzitutto dobbiamo definire quali patologie colpiscono prevalentemente l'anziano, tra queste sicuramente troviamo il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson. Sono due delle malattie neurodegenerative più comuni che colpiscono il sistema nervoso centrale, compromettendo significativamente le funzioni cognitive, motorie e la qualità della vita. Sebbene abbiano caratteristiche cliniche e patofisiologiche differenti, entrambe le patologie presentano un impatto devastante sulla vita quotidiana dei pazienti. Tuttavia, la ricerca scientifica ha dimostrato che l'attività motoria può giocare un ruolo fondamentale nel miglioramento dei sintomi e nel rallentamento della progressione di queste malattie.

Morbo di Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla perdita di memoria e da un progressivo deterioramento delle funzioni cognitive. Le principali alterazioni fisiopatologiche associate a questa condizione includono l'accumulo di placche di proteina beta-amiloide nel cervello e la formazione di grovigli di tau, che danneggiano i neuroni e disturbano la comunicazione tra le cellule cerebrali.

Studi recenti suggeriscono che l'attività fisica può contribuire a ridurre l'incidenza del morbo di Alzheimer e a migliorare la funzione cognitiva nei pazienti già diagnosticati. L'esercizio fisico stimola la produzione di fattori neurotrofici, come il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), che favoriscono la crescita e la sopravvivenza dei neuroni. Inoltre, l'attività motoria può migliorare la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di adattarsi e riorganizzarsi, un aspetto cruciale nel contrastare i danni cerebrali causati dalla malattia.

Morbo di Parkinson

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce principalmente il controllo motorio. È causato dalla perdita di neuroni dopaminergici nella substantia nigra, una regione del cervello che regola il movimento. I sintomi più comuni includono tremori, rigidità muscolare, bradicinesia (lentezza nei movimenti) e instabilità posturale.

Anche nel caso del morbo di Parkinson, l'attività fisica è stata riconosciuta come un'importante strategia terapeutica. L'esercizio regolare può migliorare la forza muscolare, la coordinazione motoria e l'equilibrio, riducendo i sintomi motori. Inoltre, l'attività fisica stimola la produzione di dopamina, una sostanza chimica nel cervello che è ridotta nei pazienti con Parkinson, migliorando così i sintomi motorici. Studi hanno anche mostrato che l'attività motoria può ridurre il rischio di complicanze come le cadute, un problema comune nei pazienti affetti da Parkinson.

Benefici dell'Attività Motoria nelle Malattie Neurodegenerative

L'attività fisica offre numerosi benefici per i pazienti affetti da Alzheimer e Parkinson, tra cui:

  1. Miglioramento delle funzioni cognitive: L'esercizio fisico regolare stimola l'afflusso di sangue al cervello, favorendo la salute cerebrale e la memoria. In particolare, l'attività aerobica, come la camminata, la corsa leggera o il nuoto, è stata associata a un miglioramento significativo nelle funzioni cognitive.

  2. Aumento della neuroplasticità: L'esercizio fisico promuove la formazione di nuove connessioni sinaptiche nel cervello, contribuendo a ripristinare le funzioni cerebrali compromesse. Nei pazienti con Alzheimer, la neuroplasticità può aiutare a mantenere le funzioni cognitive più a lungo.

  3. Miglioramento del benessere emotivo: L'attività fisica favorisce la produzione di endorfine, che sono neurotrasmettitori responsabili del miglioramento dell'umore. Questo può essere particolarmente utile per i pazienti con Alzheimer e Parkinson, che spesso soffrono di depressione e ansia a causa delle limitazioni fisiche e cognitive.

  4. Miglioramento della mobilità e dell'equilibrio: L'attività motoria regolare, come il tai chi, lo yoga o la fisioterapia, aiuta i pazienti con Parkinson a mantenere l'equilibrio e a ridurre il rischio di cadute. Inoltre, l'esercizio rinforza i muscoli e aumenta la flessibilità, migliorando la capacità di movimento.

  5. Rallentamento della progressione della malattia: Sebbene l'attività fisica non possa curare completamente il morbo di Alzheimer o il morbo di Parkinson, numerosi studi suggeriscono che l'esercizio regolare possa rallentare la progressione dei sintomi e migliorare la qualità della vita dei pazienti. In particolare, l'attività fisica può contribuire a mantenere l'autonomia funzionale e a ridurre la dipendenza dagli altri.

Gli alunni al rientro dallo stage (PCTO) hanno strutturato dei percorsi di attività motoria specifici per ogni patologia con esercizi mirati che hanno fatto svolgere alla classe in modalità di peer to peer. 



Conclusioni

L'attività motoria rappresenta una componente fondamentale nel trattamento del morbo di Alzheimer e del morbo di Parkinson, poiché offre una serie di benefici neurobiologici e psicologici che migliorano la qualità della vita dei pazienti. Sebbene non esista una cura definitiva per queste malattie neurodegenerative, l'esercizio fisico può contribuire a ridurre i sintomi e a rallentarne la progressione, offrendo ai pazienti un miglioramento generale delle funzioni cognitive, motorie ed emotive. Pertanto, è fondamentale che i professionisti della salute incoraggino l'attività fisica come parte integrante della gestione di queste patologie.

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