Il docente di scienze motorie.. i miti da sfatare. Attività fisica o farmaco, quale prescrizione sarà migliore nel tempo ?



Dopo una lunga pausa riflessiva ci concentriamo sul titolo del secondo post, ed ecco che emerge la criticità tra: lo scopo della materia e il ruolo che riveste colui che la insegna. Quindi perché non menzionarli entrambi… Sono passati i primi giorni di scuola il rientro è stato impegnativo per tutti i docenti e alunni dopo lo stop estivo ripartire è sempre un trauma per tutti, nel giro di due settimane abbiamo già collezionato virus batteri e gastroenteriti come se non ci fosse un domani, ma non ci ferma nessuno… Spesso noi docenti di scienze motorie facciamo questo lavoro perché la passione che abbiamo per l'insegnamento ci spinge a non mollare. Per alcuni la nostra figura spesso viene identificata come un insegnante perennemente in vacanza con un cocktail in mano a festeggiare (probabilmente sulla spiaggia o su un isola con le palme) per ben tre mesi (che poi non sono tre ma sono due soprattutto per i docenti delle superiori ma non mi dilungo su questo perché non è l'argomento del post) ma, non so per quale motivo, intorno al docente di scienze motorie ci sia questa visione forse legata ai tempi passati dove effettivamente veniva un po' screditato a causa di un insegnamento un pò superficiale e probabilmente ancora non era chiaro quanto fosse importante il ruolo dell'attività fisica per il benessere delle persone e soprattutto quanto fosse importante praticare attività motoria nelle scuole già dall'infanzia. Per fortuna oggi i tempi stanno cambiando e si è consapevoli che l'attività fa bene fin da giovani; nonostante questo si riscontra una grossa resistenza soprattutto nel nostro paese ad incentivarla, a promuoverla e soprattutto nelle scuole viene sempre considerata materia di serie B. Nonostante ciò, il docente di scienze motorie è colui che spesso e volentieri si presta a portare i ragazzi a delle attività extra scolastiche come le gite o le uscite sul territorio, attività sportive anche competitive e non oppure ai campionati sportivi studenteschi, un esempio la campestre piuttosto che (qualora fosse possibile) la gita sulla neve a sciare con i ragazzi; oltre al corso di nuoto in piscina e tante altre attività. Detto questo la cosa più importante è che, il docente, prima di tutto è un educatore e ovviamente non si sostituisce a nessuno ma, essendo un insegnante, è un esempio. Un modello per i ragazzi. Sappiamo che oggi è sempre più difficile insegnare ai ragazzi perché il contesto sociale che li circonda li rende molto precoci (soprattutto nel campo tecnologico) ma anche poco flessibili, a volte, a soddisfare le richieste degli adulti e i ragazzi di oggi sono già grandi molto presto e questo può essere un bene ma può essere anche una difficoltà per chi lavora nel campo dell'insegnamento e quindi ha uno scopo educativo da svolgere. Spesso si dice che oggi insegnare ai ragazzi sia un mestiere difficile: niente di più vero. Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto. Per questo i docenti devono essere motivati devono avere passione e voglia di stare con i ragazzi ma anche voglia di imparare dai ragazzi e soprattutto voglia di mettersi in gioco, in discussione e accettare le sfide perché oggi insegnare è una sfida. Ci sono però anche dei lati positivi dell'insegnamento altrimenti nessuno lo farebbe: il legame che si crea con i propri studenti, è molto gratificante soprattutto quando i ragazzi sono contenti di averti come insegnante e sono contenti di apprendere quello che tu hai da trasmettere. I nostri ragazzi non sono dei vasi vuoti da riempire di nozioni ma sono delle persone che imparano guardandoci, dai nostri gesti, e come delle spugne apprendono e assorbono dagli stimoli esterni: vengono plasmati dai nostri pensieri per questo abbiamo un ruolo molto importante. Chiunque si voglia approcciare all'insegnamento penso che faccia bene a provare questa esperienza perché è una strada in salita molto faticosa, vero, ma anche molto appagante e gratificante. Sappiamo tutti che non si fa il docente per guadagnare o per lo stipendio fisso, nessuno lo farebbe, soprattutto se paragonato a quello che guadagnano i nostri colleghi all'estero. Siamo tra le categorie più criticate e messe in discussione però abbiamo un ruolo importante: la crescita dei ragazzi, che è la nostra priorità e questo non va mai dimenticato. Lasciamo le chiacchiere al vento e andiamo dritti per la nostra strada, formare i ragazzi. Questo è quello che conta.
Lo sport fa bene ? Aiuta la riduzione della pressione arteriosa e il controllo del livello di glicemia e colesterolo nel sangue, aiuta a prevenire malattie metaboliche, cardiovascolari e neoplastiche e artrosi e contribuisce a ridurre il tessuto adiposo in eccesso perché facilita il raggiungimento del bilancio energetico. Bene. Fatta questa premessa dobbiamo cercare di remare tutti verso una direzione ovvero l'importanza dell'attività motoria (che non ha niente a che fare con lo sport agonistico), come una vera prescrizione per il nostro benessere. Quali sono le linee guida dell'OMS? Almeno 150 minuti di attività fisica nell'arco di una settimana.. tanto? Poco? Dipende dai punti di vista. L'attività motoria dovrebbe essere paragonata al pari di un farmaco, o meglio:  dovrebbe essere quello stile di vita sano che ti porta a non dover aver bisogno dei farmaci e se davvero tutti ci credessimo e investissimo su questo ci sarebbero molte meno patologie e soprattutto meno farmaci prescritti, premesso che ovviamente il tutto debba essere accompagnato da una sana alimentazione. Il concetto di attività motoria deve andare oltre (e qui molti dei miei colleghi potrebbero storcere il naso) l'ora di palestra o il corso di Zumba, ma dovrebbe essere quella lampadina nella testa che ti fa dire: vado a piedi e non prendo la macchina, se posso, faccio le scale e non prendo l'ascensore, sempre se posso ovviamente, mangio la frutta ed evito le patatine per merenda. So benissimo che nella vita frenetica di tutti i giorni questo non sempre è possibile e spesso tutti noi ci scontriamo con questa realtà frenetica e multitasking dove si deve correre dalla mattina alla sera, però a volte è necessario fermarsi e capire in che direzione stiamo andando: la nostra società in che direzione vuole andare. Cosa vogliamo promuovere e cosa vogliamo insegnare ai nostri ragazzi? La sostenibilità, il rispetto per l'ambiente e la sana alimentazione (utilizzare meno la macchina quando è possibile), muoversi di più e fare delle passeggiate all'aria aperta e stare meno tempo davanti alla televisione e ai tablet o ai cellulari? Sarà possibile cercare di far ragionare i nostri ragazzi su cosa vuol dire uno stile di vita sano? Va benissimo andare in palestra due volte alla settimana e va benissimo iscriversi ad un corso di nuoto ma tutto questo deve essere accompagnato da un'attenzione quotidiana su quello che facciamo. Non bisogna demonizzare la tecnologia o bandire i cartoni animati non va bene estremizzare nulla. Bisogna cercare di ragionare con la propria testa e spiegare ai nostri giovani che non sempre seguire la massa sia la soluzione giusta. Qui entra in gioco il docente di scienze motorie, qui entra in gioco l'educazione e l'insegnamento, qui entriamo in gioco tutti noi. Prendiamo esempio dai paesi del Nord e da quei popoli che credono in questo e che già lo applicano per quanto possibile. La nuova normativa dice che da quest'anno saranno banditi i cellulari nelle scuole, nello specifico : stop ai cellulari in classe dalla scuola dell’infanzia e fino alla scuola secondaria di primo grado, anche per scopi didattici, a partire da settembre 2024. Sarebbe un'ottima iniziativa ma vedremo come sarà possibile metterla in pratica siccome ormai nella nostra didattica la maggior parte delle cose viene svolta anche attraverso i nostri smartphone e utilizzando strumenti multimediali. Dobbiamo crescere alunni consapevoli in grado di ragionare in modo consapevole e con la propria testa: questa è la sfida più difficile della nostra società.  "La salute è il primo dovere della vita. In fin dei conti è sempre il fattore morale che opera la scelta tra malattia e salute." 
Con questa riflessione vi saluto,
al prossimo post
Elly 

Commenti

Più letti

...Concentrati sul bene .... Ai nuovi INIZI

Progetto liceo scientifico 3S Maniva